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<rss version="0.92"><channel><title>garanmasala</title><link>http://garanmasala.blog.co.uk/</link><description>racconti di mare e di terra</description><language>it-IT</language><docs>http://backend.userland.com/rss092</docs><image><title>garanmasala</title><link>http://garanmasala.blog.co.uk/</link><url>http://data5.blog.de/design/preview/b9/af67d8514602adb45fad70c4232ab0_160x200.jpg</url></image><item><title>title-3155004</title><description>	&lt;p&gt;improvvisamente una telefonata e mi dicono se voglio partire su una barca a vela dalla gallizia a porto. telefono a margarida e le dico che non posso andare ad aiutarla al negozio e lei si offende un po'. poi ho fatto lo zaino e sono partita.&lt;br&gt;
ed eccomi al porto, ecco la barca, venti metri ed un solo mastro, tutta di legno. ecco il capitano ed il suo secondo (anche lui capitano di una barchetta), uno alto alto dinoccolato con i capelli a cespuglio e l'altro bassetto che sembra woody allen coi capelli raccolti in una treccia.&lt;br&gt;
viaggiare con due capitani e' un po' come stare in cucina con due chef....impossibile. eppoi, che personaggi! litigavano per ogni cosa ed io in mezzo a farli ragionare come due bambini.&lt;br&gt;
pero' il tempo era splendido, e la notte attraversata da stelle come una filigrana e la scura figura dell'uomo al timone. pesci anonimi lasciavano guizzi tutt'attorno e di sottofondo, il rumore delle vele sbattute dal vento, nient'altro. la scia fluorescente della barca dietro di se'.&lt;br&gt;
molte stelle cadenti. mi ricordo di aver espresso due desideri: arrivare viva a porto e vedere i delfini.&lt;br&gt;
mattino, mi sveglio improvvisamente con un branco di delfini che sguazzano tutt'attorno,che come una banda di ragazzini dispettosi saltano a pelo dell'acqua e fanno a gara per chi va piu' veloce, loro o la barca. si infilano sotto la prua ed io a piangere lacrime di gioia, a meta' tra il sonno e l'emozione. il desiderio ha funzionato! mischio le mie lacrime all'acqua della costa atlantica che appare di un colore di velluto. mi sorprendo a pensare che voglio viaggiare il mondo su una barca a vela.&lt;br&gt;
ho deciso: per cominciare vado in india  in barca a vela! ancora: chi viene? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/10/18/title~3155004/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/10/18/title~3155004/</link><pubDate>Thu, 18 Oct 2007 10:51:26 +0200</pubDate></item><item><title>adattamento lento</title><description>	&lt;p&gt;una tazza di the nell'afosa calura di quest agosto&lt;br&gt;
complicato, tendenzialmente irto di incomprensioni e&lt;br&gt;
di tenerezza.&lt;br&gt;
sono piena di un odio incomprensibile e di un amore&lt;br&gt;
quasi  totale. dimentico ogni cosa in giro per la&lt;br&gt;
mania di portarmi tutto avendo la mente altrove.&lt;br&gt;
una tazza di the con la mente altrove, mentre si&lt;br&gt;
raffredda una triste inecrtezza. questa fretta mi&lt;br&gt;
uccide, questi pensieri negativi che non riesco a&lt;br&gt;
togliermi dalla mente, mentre tutto attorno a me&lt;br&gt;
succedono avvenimenti discordanti da ogni punto di&lt;br&gt;
vista.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;volti differenti in una citta' incuriosita. societa'&lt;br&gt;
mista, un tutt uno con la densa poltiglia di un paese&lt;br&gt;
imploso.&lt;br&gt;
non piove da tre mesi, i campi sono sgretolati per la&lt;br&gt;
siccita'. i frutti si moltiplicano, ma non arrivano a&lt;br&gt;
maturazione, seccano direttamente sugli alberi. la&lt;br&gt;
natura non e' clemente, il vento spazza di qua e di&lt;br&gt;
la' la stessa polvere. i cani improvvisano concerti&lt;br&gt;
notturni. e si canta e si balla per non morire. ma&lt;br&gt;
sopra i tetti i gabbiani fanno ancora i loro nidi. mi&lt;br&gt;
siedo guardando il vuoto. forse domani il vento&lt;br&gt;
spazzera' via i pensieri che si sono accunulati in&lt;br&gt;
fondo al mio cervello, o forse li rimescolera' come&lt;br&gt;
turbini, mulinelli attorno a questa inspiegabile&lt;br&gt;
nostalgia di niente. forse mi sto semplicemente&lt;br&gt;
abituando alla sporcizia di questa citta' che mi&lt;br&gt;
riveste ogni giorno come un abito senza cerniere ne'&lt;br&gt;
bottoni. questo corpo che si distingue dagli altri per&lt;br&gt;
isuoi tratti somatici che la gente mi fa notare coi&lt;br&gt;
suoi commenti, come una cantilena ripetuta a se stessa&lt;br&gt;
per dire che io esisto. ma questo corpo che mi&lt;br&gt;
appartiene mi pare solo un involucro vuoto, che mi&lt;br&gt;
trascino attorno con stanchezza. solo sono curiosa di&lt;br&gt;
vedere dove mi porteranno gli avvenimenti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;arrivare ad istanbul e' sempre molto denso di&lt;br&gt;
emozioni, vedere la gente passare e quest'enorme&lt;br&gt;
agglomerato di case, sempre troppe, rendendo lo spazio&lt;br&gt;
un caos inverosimile, come un cumulo di macerie&lt;br&gt;
moderne miste ad una storia inacncellabile ma&lt;br&gt;
negletta. la gente, eppure la gente qua mi sembra&lt;br&gt;
pıu' calorosa che ad izmir, pıu'&lt;br&gt;
disponibile.&lt;br&gt;
l'ostello e' un posto che amo molto. quando ci entro&lt;br&gt;
non ne voglio piu' uscire. niente condizionatori&lt;br&gt;
d'aria fresca, niente comodita', solo l'indispensabile&lt;br&gt;
ma molto colore e armonia tra le persone.&lt;br&gt;
faccio la cuoca in questi giorni, combatto la&lt;br&gt;
malnutrizione dello staff che non ha tempo per&lt;br&gt;
cucinare. grazie a questa salda base, in questi giorni&lt;br&gt;
sto scoprendo nuove realta' sociali sotto l'aspetto&lt;br&gt;
artistico.&lt;br&gt;
ho potuto fare uno spettacolo di tessuto acrobatico&lt;br&gt;
che ha riscosso un discreto successo e sto dando&lt;br&gt;
workshop.&lt;br&gt;
l'ostello e' sempre pieno di giovani e bambini, anche&lt;br&gt;
del vicinato per cui l'ostello e' diventato una specie&lt;br&gt;
di ludoteca.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;piano piano la tristezza se ne va, lasciando spazio ad&lt;br&gt;
un contento affaticamendto che mi chiude gli occhi la&lt;br&gt;
sera. dormo e dimentico cose belle e cose brutte.&lt;br&gt;
mi piacerebbe creare un blog di modi di dire in&lt;br&gt;
differenti lingue. in turco ci sono espressioni&lt;br&gt;
divertenti che mi ricordano il napoletano tipo elline&lt;br&gt;
saglik! le tue manine sante!&lt;br&gt;
mi piacerebbe che a questo blog ci collaborassero&lt;br&gt;
pıu' persone, manine sante!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/10/08/adattamento_lento~3105631/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/10/08/adattamento_lento~3105631/</link><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 22:12:06 +0200</pubDate></item><item><title>kardesim, uyan artık!</title><description>	&lt;p&gt;E' la prima frase in turco che ho imparato a dire, circa un anno fa.&lt;br&gt;
stava scritta sul soffitto della stanza del mio amico, fratello e amante ilker.&lt;br&gt;
Significa: svegliati, fratello, e' ora!&lt;br&gt;
Passavo ore a guardarla per imprimerla bene nella mia mente.&lt;br&gt;
 Da allora non ho mai smesso di pensare al turco.&lt;br&gt;
La seconda frase di senso compiuto che ho imparato a dire e': benim adın Van. mi chiamo van.&lt;br&gt;
il che mi ha aperto molti cuori turchesi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dopo la scuola mi capita di passeggiare lungo la riva di questo mare grigio-marrone che costeggia il centro della citta', domandandomi quale sia il motivo geografico di tanto inquinamento. Cosi oggi mi sono decisa ad addentrarmi per le vie dell'antico bazaar di Kemer Altı alla ricerca di una carta geografica.&lt;br&gt;
sono entrata per caso in un polveroso ed ampio negozio di cartoleria e ho chiesto ad un ometto che stava estraendo grandi stampe antiche da un espositore per distenderle su un tavolo.&lt;br&gt;
l'ometto mi ha indicato di rivolgermi al proprietario, un bosniaco scappato dal suo paese durante la guerra.&lt;br&gt;
gli ho rivolto un doberdan e lui subito mi ha preso in simpatia, offrendomi un te. dopo il te mi ha offerto la rituale sigaretta ed ha sparato il prezzo: dieci lire, quasi cinque euro. su di me, abituata sempre a ragionare coi prezzi locali, sentirmi derubare di una tale somma, provoca sempre una reazione involontaria di spavento. la cosa  deve averlo divertito, perche' dopo un altro paio di espressioni in turco del tipo "sono una studente e amo viaggiare" si e' ammorbidito e mi ha perfino regalato la cartina ed un paio di quaderni. cosi se all'inizio voleva anche rifilarmi un'agenda del 2005 spacciandomela come agenda aggiornata, alla fine l'ho spuntata gratuitamente. Certo, la cartina riprende solo la costa occidentale della turchia, i quaderni sono vecchi ed ingialliti, ma per me un regalo e' un regalo e poi le pagine ingiallite mi suscitano sempre un certo fascino.... Alla fine di tutta questa storia, credo che questo sia lo spirito turco: mettere alla prova la tua attenzione ed il tuo spirito di socialita' e se la superi, ti aprono il loro cuore....ed ho scoperto perche' il mare qui ha questo colore: a causa della conformazione stessa della costa: una strettoia rinchiusa tra grandi isole che non permette il ricambio di acqua. cosi' le acque reflue rimangono imprigionate nell'area portuale, dando cosi' questo intenso colore merdastro...
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/15/kardesim_uyan_artapk~2639711/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/15/kardesim_uyan_artapk~2639711/</link><pubDate>Sun, 15 Jul 2007 17:34:55 +0200</pubDate></item><item><title>mamma li turchi!</title><description>	&lt;p&gt;izmir mi confonde, con le sue viuzze labirintiche e le sue interminabili scalinate costeggiate da palazzi stile periferia napoletana...parlare e sentire parlare mi riesce ancora incomprensibile, e ancora piu' incomprensibile e' l'interazione con la famiglia che mi ospita.&lt;br&gt;
insomma, tutto capita un mattino alla fermata di un autobus, chiedo un'informazione ad un passante e finisco per essere ospitata da sua sorella che vive sola per il momento in una grande casa, dato che i suoi figli e la vecchia madre con cui vive stanno in vacanza al mare (quello vero, dove si fa il bagno, non quest'acqua puzzolente e marroncina che pare ribollire su queste sponde).&lt;br&gt;
questi possiedono una piccola azienda a conduzione familiare che importa integratori alimentari dalla cina e li rivende tramite piccoli negozi sparsi in citta' (sempre gestiti da parenti).&lt;br&gt;
essere ospite in una famiglia dove lo status e' piuttosto alto e' alquanto imbarazzante: vuol dire accettare inviti a mangiare in ristoranti di lusso, andare in piscine in ville private con musica che non ti piace, sorseggiare cocktail in locali all'ultima moda ascoltando cantanti gay che improvvisano gag a sfondo sessuale che naturalmente non capisco...e per finire, essere scarrozzata per la citta' su un calesse. tutto cio' rende immensamente felice questa brava gente e per ora mi sono limitata solo un paio di volte a declinare alcuni inviti troppo impegnativi, tipo quello di passare una settimana a marmaris, luogo di villeggiatura nel sud della turchia...&lt;br&gt;
mi imbarazza soprattutto sapere che qui e'consuetudine pagare il conto alla fine del mese. immagino che quando vedranno il conto di questo mese cominceranno ad amarmi un po' di meno di quanto hanno fatto finora...&lt;br&gt;
per il resto, amo perdermi per i vicoli di kemeraltı quanto il calore non mi squaglia come un dondurma, gelato denso simile alla gomma da masticare che qui producono artigianalmente e che ti servono con salsa di cioccolato e topping di mandorle e cocco, e godermi concerti improvvisati di musicanti turchi.&lt;br&gt;
ah! li turchi! amo quel bagliore solare nei loro occhi, quel loro essere galantuomini all'antica e quell'attenzione ai particolari che li rende tanto sensibili. oggi ero sull'autobus (tra l'altro, premetto che gli autobus sono quanto di piu' disordinato ci sia in questa citta', senza orari, senza tragitti, ma inflessibili nel pagamento del biglietto..) dicevo oggi sull'autobus cercavo quel maledetto bottoncino per prenotare la fermata che in ogni autobus qualcuno si e' divertito a nascondere in luoghi sempre piu' fantasiosi, e nella sonnolenza generale e' stato comico vedere una circonferenza di indici diretti al cantuccio dove stava il maledetto aggeggio.. poi c'e' sempre qualche anziano signore che ti cede il posto e, cosa ancora piu' imbarazzante, mi e' capitato che mi cedessero un aggancio alla barra verticale per non essere costretta ad alzare l'ascella scoperta...vabbe'.se solo penso che ho visto piu' di una donna coprire i suoi lunghi abiti con una specie di impermeabile di cotone capisco la pudica reazione alla mia ascella scoperta...&lt;br&gt;
qui il caldo e' caldo sıcat e nemli che vuol dire umido e l'insegnante di turco insegna anche cinese e mi ha presa subito in simpatia. guarda caso ho dimenticato gli occhiali in qualche angolo d'europa, cosi sono costretta a seguire le lezioni stando appiccicata alla lavagna stando cosi continuamente sotto i suoi occhi impietosi ad ogni mio errore di scrittura.&lt;br&gt;
l'invadenza dei turchi e' piena di calore umano piena di ironia e partecipazione a dolori e gioie delle vite altrui...la mia classe e' composta da alunni che vanno dai sette ai settantanni e gia' dopo quasi due settimane di lezione sappiamo quasi tutti i particolari delle vite reciproche...durante la pausa (di dieci minuti ogni ora e una di venti) ce ne andiamo al bar di sotto a berci un çai kuçuk, te' nero servito in un piccolo bicchiere di vetro. il the della conversazione, dato che lo servono bollente e ci vogliono tre minuti circa prima di prenderne il primo sorso..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/12/mamma_li_turchi~2624215/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/12/mamma_li_turchi~2624215/</link><pubDate>Thu, 12 Jul 2007 21:13:15 +0200</pubDate></item><item><title>miss understanding</title><description>	&lt;p&gt;Lei e' bellissima, carismatica e volubile.&lt;br&gt;
ha il dono della saggezza, della semplice chiaroveggenza.&lt;br&gt;
ma e' nata in un'epoca in cui la saggezza e la chiaroveggenza non sono considerate doti se non vengono applicate al sistema produttivo.&lt;br&gt;
percio' si e' arresa alle sorti del suo status.&lt;br&gt;
come donna proveniente da una famiglia di imprenditori, si e' dovuta piegare al volere dei suoi cari, che la volevano moglie e madre, lasciando a lei solo il privilegio di scegliere l'altra meta' con cui si sarebbe congiunta per creare i futuri superesseri degni di portare in se' i geni della sua stirpe. ha scelto un uomo che non amava. ha partorito due figli che ha allevato con cura. poi si e' vendicata verso i suoi cari ripudiando il marito e scegliendosi un amante tra i piu' miserabili esseri della terra, uno straccione immigrato clandestino con famiglia a carico.&lt;br&gt;
Quest'uomo la fa soffrire al punto da condurla sull'orlo della pazzia. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lei e' bellissima. Ha occhi di cristallo e pelle di rugiada.&lt;br&gt;
le sue mani sembrano fatte per toccare petali di fiore.&lt;br&gt;
E' stata scelta per diventare la seconda moglie di un uomo molto influente e ambizioso.&lt;br&gt;
Non avrebbe mai voluto avere figli, ma a vent'anni e' rimasta incinta del suo primogenito ed e' stata costretta a tenerlo per paura di perdere tutti i privilegi che aveva acquisito grazie alla sua bellezza. La prima volta le e' andata bene.&lt;br&gt;
Ma al secondo concepimento, il suo corpo le ha fatto un brutto scherzo, costringendola a partorire al quinto mese senza pieta' un bimbo con gli occhi di cristallo come i suoi,con la sua pelle fresca e chiara ma privo di ogni forza di comunicare col mondo.&lt;br&gt;
non era ancora pronto per la vita, un frutto ancora acerbo...&lt;br&gt;
i suoi occhi sono ora velati di rancore inespresso.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;queste due storie hanno volutamente un sapore amaro ed acido insieme, sono intrecciate come l'odio e l'amore, non hanno nulla di caritatevole ne' di compassionevole.&lt;br&gt;
vogliono urtarvi, farvi sanguinare di ferite superficiali come graffi che brucino a contatto con l'aria...
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/03/miss_understanding~2567951/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/07/03/miss_understanding~2567951/</link><pubDate>Tue, 03 Jul 2007 20:55:12 +0200</pubDate></item><item><title>izmir</title><description>	&lt;p&gt;la via per izmir e' calura e la calura produce sudore.&lt;br&gt;
seduta vicino ad una donna grassa e supercoperta dalla testa ai piedi mi sento fortunata.&lt;br&gt;
izmir e' un agglomerato urbano ipertrofizzato, con un mare agitato e schiumoso.&lt;br&gt;
la calura qui non ha pieta' per nessuno:33 gradi all'ombra.&lt;br&gt;
la citta' e' un caos indefinibile: molto asia, molto mediterraneo. polvere, catrame e cemento.&lt;br&gt;
odori di fogne e di cucina si mischiano nell'aria ed io fingo di non provenire da nessun luogo.&lt;br&gt;
l'istituto di lingua turca si trova proprio nella via pıu'commerciale della citta' e se si esclude che i prezzi qui sono astronomici per un turco medio, inaccessibili, potrebbe essere anche sembrare un bel quartiere poplare.&lt;br&gt;
i turchi sono belli ed estremamente gentili.&lt;br&gt;
incontrato per caso, un tipo mi ha offerto ospitalita' da sua sorella che vive sola in una grande casa, evitandomi cosi il torrido percorso fino al campo universitario dove mi attenderebbe un dormitorio e docce gelate senza pensare alla mensa impensabile mangiar li se proprio non crepo di fame.&lt;br&gt;
cosi ho cenato con la sorella.&lt;br&gt;
non credevo ma forse va bene non credere poi cosi molto.&lt;br&gt;
ho ancora l'immagine del portogallo se guardo il mare e la stessa salsedine appiccicosa mi si insinua tra i capelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/28/izmir~2538855/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/28/izmir~2538855/</link><pubDate>Thu, 28 Jun 2007 21:28:40 +0200</pubDate></item><item><title>de tua querida presencia</title><description>	&lt;p&gt;&lt;img src="http://data4.blog.de/media/759/1683759_c3cbd32cfb_s.jpeg" alt="de tua querida presencia" vspace="5" hspace="5"&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/24/title~2513343/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/24/title~2513343/</link><pubDate>Sun, 24 Jun 2007 23:49:07 +0200</pubDate></item><item><title>fotografia notturna di istanbul</title><description>	&lt;p&gt;Portukal in turco significa arancia .&lt;br&gt;
i succhi freschi di arance li associo al sapore del mediterraneo, giunzione tra i due opposti estremi in cui mi trovo a viaggiare. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;l'algarve puo' aspettare.&lt;br&gt;
ho deciso di repente di studiare il turco.&lt;br&gt;
tutto e' cominciato con la pazza idea di iscrivermi ad un concorso per una borsa di studio per il turco, mezzo anno fa.&lt;br&gt;
cosi' ho saputo di averla vinta e cosi' mentre stavo per imboccare la via dell'erranza portoghese, cambia la citta' attorno a me. Portoghese in un paese dove portukal significa arancia...&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;dopo il caldo appiccicoso di milano dove ho fatto le carte necessarie per partire, mi godo la frescura di istanbul di notte sdraiata su di un super cuscino con vista sulla citta'...istanbul e' una citta' geograficamente difficile da descrivere, &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;geograficamente ed emozionalmente. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;a parte lo stretto del bosforo, che non e' l'unıco a dividere la citta' in due sponde principali, vi e' un fiume dı cui ignoro il nome (forse corno d'oro) a dividere ulteriormente l'agglomerato urbano. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;cosi' pare di avere lo stretto del bosforo in miniatura, seduta su questo cuscino sulla terrazza di questo ostello.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;l' ostello e' fatto di gente come me, che parla un'altra lingua, incomprensibile. ma ci vivo: dormo, mangio, lavoro, parlo con loro.&lt;br&gt;
siamo ancora nella parte europea di istanbul, ma non cosi turistica.&lt;br&gt;
fuori non si sentono grida a parte quella dei gabbiani, sembra che la citta' dorma anche se si sentono le macchine in lontananza.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;la frescura mi da' sollievo, ma le zanzare non mi danno pace, cosi'&lt;br&gt;
mi lascio andare a pensieri erranti nella notte con l'urlo acido dei gabbiani che volteggiano chiamandosi senza sosta.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;la citta' inquina anche le loro grida, ma su in cielo la luna e' nitida, quasi ti acceca, e' una lampadina tagliata in due.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;le persone respirano e sognano altri mondi, ma vivono in simbiosi con la citta'.non se la possono scegliere, ma possono sognare di scegliersela.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;io vivo in simbiosi con l'ostello, fonte di erranza e domesticita' assieme. amo fare piccoli lavori di restauro e di manovalanza.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;dipingo, faccio batik e cucio cuscini, pitturo porte, cucino, &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;sogno con loro, i ragazzi che mandano avanti l'ostello e che sono giovanissimi e supermotivati.&lt;br&gt;
vogliono creare una comune interculturale in turchia, che sia in un posto rurale.&lt;br&gt;
stiamo facendo delle riunioni per scambiarci opinioni ed esperienze, per formarci un'idea di come potrebbe essere questa comune.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;associo la comune all'idea di barca,e mi viene naturale pensare che ci siano posti dove il vivere giorno per giorno in contatto con le persone focalizzando sulla semplice sussistenza del gruppo sia ancora una scuola dove imparare la socialita' e l'apertura, soprattutto se si e' in un paese straniero. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;cosi' da due giorni sto principalmente all'ostello e nei dintorni, riconoscendo angoli di questo microcosmo costituito dal quartiere.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;alla prossima &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/24/fotografia_notturna_di_istanbul~2513329/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/24/fotografia_notturna_di_istanbul~2513329/</link><pubDate>Sun, 24 Jun 2007 23:44:48 +0200</pubDate></item><item><title>si parte!</title><description>	&lt;p&gt;Cosi' comincia la nostra avventura, anzi, per me e' cominciata con la mia breve esperienza sul veliero nel mar baltico...&lt;br&gt;
non posso descrivere quello che ho provato, bisogna sentirlo...il mar baltico, nella parte che si trova  tra Wismar e Lubecca e' un mare tranquillo, al riparo dalle correnti dell'oceano atlantico.&lt;br&gt;
E' un mare adatto alle prime manovre di navigazione tradizionale a vela.&lt;br&gt;
Si tratta di un veliero storico costruito nel 1920 e ristrutturato a piu' riprese che viene utilizzato come training  per giovani dai 13  ai 18 anni in larga parte provenienti da scuole Waldorf steineriana.&lt;br&gt;
L'equipaggio, composto anche da volontari, si occupa della manutenzione e di insegnare la pratica di conduzione dell'imbarcazione.&lt;br&gt;
E volontariamente ho lavorato, ristrutturando un vecchio gabinetto negletto che nessuno cagava per ridargli luce e brillantezza e ricevendo in cambio nozioni di base sul mare e sui porti, sul clima e sul vento, sui punti cardinali e la navigazione notturna guardando le stelle.&lt;br&gt;
cosi' ho potuto godere di momenti di tranquillita' e di pace pur nel mezzo di trenta persone organizzate in tedesco, senza sentirmi ospite ma facendomi i muscoli col lavoro duro e la pratica fisica (impacchettare vele da soli sembrerebbe un'impresa impossibile, ma c'e' chi ci riesce con la tecnica giusta).&lt;br&gt;
I tre mastri sono fonte di ispirazione per la loro complicata struttura di corde, che osservavo da ogni prospettiva, dall'alto del pennacchio a trentacinque metri di altezza, dalla punta della prua, protesa a 9 metri sul mare oppure semplicemente sdraiata sul desco.&lt;br&gt;
I ragazzi lavoravano duro e le ragazze non erano da meno, eppoi nei momenti di pausa si facevano i massaggi e si leggevano libri.&lt;br&gt;
La cucina ovviamente era vegetariana ed un cuoco alcolizzato in astinenza ( sulla nave non si portano bevande alcoliche) col naso rotto a causa di una rissa in un bar con un altro componente dell'equipaggio...ma il mare li mette a posto tutti, belli e brutti.&lt;br&gt;
Al ritorno, sono passata per Creuzberg, in Berlino, catapultata in un kebab e in un baklava palatale ed ho perso il volo per lisbona. In compenso ho conosciuto e vissuto una parte di berlino che me l'ha fatta profondamente amare. Penso che le citta' cambiano umore con le stagioni..&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A Lisbona ho incontrato delle amiche che avevano in prestito la minyvan rossa e cosi' mi han dato un passaggio a porto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Cosi' si comincia veramente a lavorare sopra il progetto della nave&lt;br&gt;
Quello che parte ad ottobre e va dall'inghilterra al portogallo attraversando un pezzo di oceano atlantico...tra artisti navigatori e ragazzi difficili...
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/12/si_parte~2440909/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://garanmasala.blog.co.uk/2007/06/12/si_parte~2440909/</link><pubDate>Tue, 12 Jun 2007 19:09:23 +0200</pubDate></item></channel></rss>
