una tazza di the nell'afosa calura di quest agosto
complicato, tendenzialmente irto di incomprensioni e
di tenerezza.
sono piena di un odio incomprensibile e di un amore
quasi totale. dimentico ogni cosa in giro per la
mania di portarmi tutto avendo la mente altrove.
una tazza di the con la mente altrove, mentre si
raffredda una triste inecrtezza. questa fretta mi
uccide, questi pensieri negativi che non riesco a
togliermi dalla mente, mentre tutto attorno a me
succedono avvenimenti discordanti da ogni punto di
vista.

volti differenti in una citta' incuriosita. societa'
mista, un tutt uno con la densa poltiglia di un paese
imploso.
non piove da tre mesi, i campi sono sgretolati per la
siccita'. i frutti si moltiplicano, ma non arrivano a
maturazione, seccano direttamente sugli alberi. la
natura non e' clemente, il vento spazza di qua e di
la' la stessa polvere. i cani improvvisano concerti
notturni. e si canta e si balla per non morire. ma
sopra i tetti i gabbiani fanno ancora i loro nidi. mi
siedo guardando il vuoto. forse domani il vento
spazzera' via i pensieri che si sono accunulati in
fondo al mio cervello, o forse li rimescolera' come
turbini, mulinelli attorno a questa inspiegabile
nostalgia di niente. forse mi sto semplicemente
abituando alla sporcizia di questa citta' che mi
riveste ogni giorno come un abito senza cerniere ne'
bottoni. questo corpo che si distingue dagli altri per
isuoi tratti somatici che la gente mi fa notare coi
suoi commenti, come una cantilena ripetuta a se stessa
per dire che io esisto. ma questo corpo che mi
appartiene mi pare solo un involucro vuoto, che mi
trascino attorno con stanchezza. solo sono curiosa di
vedere dove mi porteranno gli avvenimenti.

arrivare ad istanbul e' sempre molto denso di
emozioni, vedere la gente passare e quest'enorme
agglomerato di case, sempre troppe, rendendo lo spazio
un caos inverosimile, come un cumulo di macerie
moderne miste ad una storia inacncellabile ma
negletta. la gente, eppure la gente qua mi sembra
pıu' calorosa che ad izmir, pıu'
disponibile.
l'ostello e' un posto che amo molto. quando ci entro
non ne voglio piu' uscire. niente condizionatori
d'aria fresca, niente comodita', solo l'indispensabile
ma molto colore e armonia tra le persone.
faccio la cuoca in questi giorni, combatto la
malnutrizione dello staff che non ha tempo per
cucinare. grazie a questa salda base, in questi giorni
sto scoprendo nuove realta' sociali sotto l'aspetto
artistico.
ho potuto fare uno spettacolo di tessuto acrobatico
che ha riscosso un discreto successo e sto dando
workshop.
l'ostello e' sempre pieno di giovani e bambini, anche
del vicinato per cui l'ostello e' diventato una specie
di ludoteca.

piano piano la tristezza se ne va, lasciando spazio ad
un contento affaticamendto che mi chiude gli occhi la
sera. dormo e dimentico cose belle e cose brutte.
mi piacerebbe creare un blog di modi di dire in
differenti lingue. in turco ci sono espressioni
divertenti che mi ricordano il napoletano tipo elline
saglik! le tue manine sante!
mi piacerebbe che a questo blog ci collaborassero
pıu' persone, manine sante!