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Posts archive for: July, 2007
  • kardesim, uyan artık!

    E' la prima frase in turco che ho imparato a dire, circa un anno fa.
    stava scritta sul soffitto della stanza del mio amico, fratello e amante ilker.
    Significa: svegliati, fratello, e' ora!
    Passavo ore a guardarla per imprimerla bene nella mia mente.
    Da allora non ho mai smesso di pensare al turco.
    La seconda frase di senso compiuto che ho imparato a dire e': benim adın Van. mi chiamo van.
    il che mi ha aperto molti cuori turchesi.

    Dopo la scuola mi capita di passeggiare lungo la riva di questo mare grigio-marrone che costeggia il centro della citta', domandandomi quale sia il motivo geografico di tanto inquinamento. Cosi oggi mi sono decisa ad addentrarmi per le vie dell'antico bazaar di Kemer Altı alla ricerca di una carta geografica.
    sono entrata per caso in un polveroso ed ampio negozio di cartoleria e ho chiesto ad un ometto che stava estraendo grandi stampe antiche da un espositore per distenderle su un tavolo.
    l'ometto mi ha indicato di rivolgermi al proprietario, un bosniaco scappato dal suo paese durante la guerra.
    gli ho rivolto un doberdan e lui subito mi ha preso in simpatia, offrendomi un te. dopo il te mi ha offerto la rituale sigaretta ed ha sparato il prezzo: dieci lire, quasi cinque euro. su di me, abituata sempre a ragionare coi prezzi locali, sentirmi derubare di una tale somma, provoca sempre una reazione involontaria di spavento. la cosa deve averlo divertito, perche' dopo un altro paio di espressioni in turco del tipo "sono una studente e amo viaggiare" si e' ammorbidito e mi ha perfino regalato la cartina ed un paio di quaderni. cosi se all'inizio voleva anche rifilarmi un'agenda del 2005 spacciandomela come agenda aggiornata, alla fine l'ho spuntata gratuitamente. Certo, la cartina riprende solo la costa occidentale della turchia, i quaderni sono vecchi ed ingialliti, ma per me un regalo e' un regalo e poi le pagine ingiallite mi suscitano sempre un certo fascino.... Alla fine di tutta questa storia, credo che questo sia lo spirito turco: mettere alla prova la tua attenzione ed il tuo spirito di socialita' e se la superi, ti aprono il loro cuore....ed ho scoperto perche' il mare qui ha questo colore: a causa della conformazione stessa della costa: una strettoia rinchiusa tra grandi isole che non permette il ricambio di acqua. cosi' le acque reflue rimangono imprigionate nell'area portuale, dando cosi' questo intenso colore merdastro...

  • mamma li turchi!

    izmir mi confonde, con le sue viuzze labirintiche e le sue interminabili scalinate costeggiate da palazzi stile periferia napoletana...parlare e sentire parlare mi riesce ancora incomprensibile, e ancora piu' incomprensibile e' l'interazione con la famiglia che mi ospita.
    insomma, tutto capita un mattino alla fermata di un autobus, chiedo un'informazione ad un passante e finisco per essere ospitata da sua sorella che vive sola per il momento in una grande casa, dato che i suoi figli e la vecchia madre con cui vive stanno in vacanza al mare (quello vero, dove si fa il bagno, non quest'acqua puzzolente e marroncina che pare ribollire su queste sponde).
    questi possiedono una piccola azienda a conduzione familiare che importa integratori alimentari dalla cina e li rivende tramite piccoli negozi sparsi in citta' (sempre gestiti da parenti).
    essere ospite in una famiglia dove lo status e' piuttosto alto e' alquanto imbarazzante: vuol dire accettare inviti a mangiare in ristoranti di lusso, andare in piscine in ville private con musica che non ti piace, sorseggiare cocktail in locali all'ultima moda ascoltando cantanti gay che improvvisano gag a sfondo sessuale che naturalmente non capisco...e per finire, essere scarrozzata per la citta' su un calesse. tutto cio' rende immensamente felice questa brava gente e per ora mi sono limitata solo un paio di volte a declinare alcuni inviti troppo impegnativi, tipo quello di passare una settimana a marmaris, luogo di villeggiatura nel sud della turchia...
    mi imbarazza soprattutto sapere che qui e'consuetudine pagare il conto alla fine del mese. immagino che quando vedranno il conto di questo mese cominceranno ad amarmi un po' di meno di quanto hanno fatto finora...
    per il resto, amo perdermi per i vicoli di kemeraltı quanto il calore non mi squaglia come un dondurma, gelato denso simile alla gomma da masticare che qui producono artigianalmente e che ti servono con salsa di cioccolato e topping di mandorle e cocco, e godermi concerti improvvisati di musicanti turchi.
    ah! li turchi! amo quel bagliore solare nei loro occhi, quel loro essere galantuomini all'antica e quell'attenzione ai particolari che li rende tanto sensibili. oggi ero sull'autobus (tra l'altro, premetto che gli autobus sono quanto di piu' disordinato ci sia in questa citta', senza orari, senza tragitti, ma inflessibili nel pagamento del biglietto..) dicevo oggi sull'autobus cercavo quel maledetto bottoncino per prenotare la fermata che in ogni autobus qualcuno si e' divertito a nascondere in luoghi sempre piu' fantasiosi, e nella sonnolenza generale e' stato comico vedere una circonferenza di indici diretti al cantuccio dove stava il maledetto aggeggio.. poi c'e' sempre qualche anziano signore che ti cede il posto e, cosa ancora piu' imbarazzante, mi e' capitato che mi cedessero un aggancio alla barra verticale per non essere costretta ad alzare l'ascella scoperta...vabbe'.se solo penso che ho visto piu' di una donna coprire i suoi lunghi abiti con una specie di impermeabile di cotone capisco la pudica reazione alla mia ascella scoperta...
    qui il caldo e' caldo sıcat e nemli che vuol dire umido e l'insegnante di turco insegna anche cinese e mi ha presa subito in simpatia. guarda caso ho dimenticato gli occhiali in qualche angolo d'europa, cosi sono costretta a seguire le lezioni stando appiccicata alla lavagna stando cosi continuamente sotto i suoi occhi impietosi ad ogni mio errore di scrittura.
    l'invadenza dei turchi e' piena di calore umano piena di ironia e partecipazione a dolori e gioie delle vite altrui...la mia classe e' composta da alunni che vanno dai sette ai settantanni e gia' dopo quasi due settimane di lezione sappiamo quasi tutti i particolari delle vite reciproche...durante la pausa (di dieci minuti ogni ora e una di venti) ce ne andiamo al bar di sotto a berci un çai kuçuk, te' nero servito in un piccolo bicchiere di vetro. il the della conversazione, dato che lo servono bollente e ci vogliono tre minuti circa prima di prenderne il primo sorso..

  • miss understanding

    Lei e' bellissima, carismatica e volubile.
    ha il dono della saggezza, della semplice chiaroveggenza.
    ma e' nata in un'epoca in cui la saggezza e la chiaroveggenza non sono considerate doti se non vengono applicate al sistema produttivo.
    percio' si e' arresa alle sorti del suo status.
    come donna proveniente da una famiglia di imprenditori, si e' dovuta piegare al volere dei suoi cari, che la volevano moglie e madre, lasciando a lei solo il privilegio di scegliere l'altra meta' con cui si sarebbe congiunta per creare i futuri superesseri degni di portare in se' i geni della sua stirpe. ha scelto un uomo che non amava. ha partorito due figli che ha allevato con cura. poi si e' vendicata verso i suoi cari ripudiando il marito e scegliendosi un amante tra i piu' miserabili esseri della terra, uno straccione immigrato clandestino con famiglia a carico.
    Quest'uomo la fa soffrire al punto da condurla sull'orlo della pazzia.

    Lei e' bellissima. Ha occhi di cristallo e pelle di rugiada.
    le sue mani sembrano fatte per toccare petali di fiore.
    E' stata scelta per diventare la seconda moglie di un uomo molto influente e ambizioso.
    Non avrebbe mai voluto avere figli, ma a vent'anni e' rimasta incinta del suo primogenito ed e' stata costretta a tenerlo per paura di perdere tutti i privilegi che aveva acquisito grazie alla sua bellezza. La prima volta le e' andata bene.
    Ma al secondo concepimento, il suo corpo le ha fatto un brutto scherzo, costringendola a partorire al quinto mese senza pieta' un bimbo con gli occhi di cristallo come i suoi,con la sua pelle fresca e chiara ma privo di ogni forza di comunicare col mondo.
    non era ancora pronto per la vita, un frutto ancora acerbo...
    i suoi occhi sono ora velati di rancore inespresso.

    queste due storie hanno volutamente un sapore amaro ed acido insieme, sono intrecciate come l'odio e l'amore, non hanno nulla di caritatevole ne' di compassionevole.
    vogliono urtarvi, farvi sanguinare di ferite superficiali come graffi che brucino a contatto con l'aria...

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