la via per izmir e' calura e la calura produce sudore.
seduta vicino ad una donna grassa e supercoperta dalla testa ai piedi mi sento fortunata.
izmir e' un agglomerato urbano ipertrofizzato, con un mare agitato e schiumoso.
la calura qui non ha pieta' per nessuno:33 gradi all'ombra.
la citta' e' un caos indefinibile: molto asia, molto mediterraneo. polvere, catrame e cemento.
odori di fogne e di cucina si mischiano nell'aria ed io fingo di non provenire da nessun luogo.
l'istituto di lingua turca si trova proprio nella via pıu'commerciale della citta' e se si esclude che i prezzi qui sono astronomici per un turco medio, inaccessibili, potrebbe essere anche sembrare un bel quartiere poplare.
i turchi sono belli ed estremamente gentili.
incontrato per caso, un tipo mi ha offerto ospitalita' da sua sorella che vive sola in una grande casa, evitandomi cosi il torrido percorso fino al campo universitario dove mi attenderebbe un dormitorio e docce gelate senza pensare alla mensa impensabile mangiar li se proprio non crepo di fame.
cosi ho cenato con la sorella.
non credevo ma forse va bene non credere poi cosi molto.
ho ancora l'immagine del portogallo se guardo il mare e la stessa salsedine appiccicosa mi si insinua tra i capelli.
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izmir
@ 2007-06-28 – 21:28:40
