Portukal in turco significa arancia .
i succhi freschi di arance li associo al sapore del mediterraneo, giunzione tra i due opposti estremi in cui mi trovo a viaggiare.
l'algarve puo' aspettare.
ho deciso di repente di studiare il turco.
tutto e' cominciato con la pazza idea di iscrivermi ad un concorso per una borsa di studio per il turco, mezzo anno fa.
cosi' ho saputo di averla vinta e cosi' mentre stavo per imboccare la via dell'erranza portoghese, cambia la citta' attorno a me. Portoghese in un paese dove portukal significa arancia...
dopo il caldo appiccicoso di milano dove ho fatto le carte necessarie per partire, mi godo la frescura di istanbul di notte sdraiata su di un super cuscino con vista sulla citta'...istanbul e' una citta' geograficamente difficile da descrivere,
geograficamente ed emozionalmente.
a parte lo stretto del bosforo, che non e' l'unıco a dividere la citta' in due sponde principali, vi e' un fiume dı cui ignoro il nome (forse corno d'oro) a dividere ulteriormente l'agglomerato urbano.
cosi' pare di avere lo stretto del bosforo in miniatura, seduta su questo cuscino sulla terrazza di questo ostello.
l' ostello e' fatto di gente come me, che parla un'altra lingua, incomprensibile. ma ci vivo: dormo, mangio, lavoro, parlo con loro.
siamo ancora nella parte europea di istanbul, ma non cosi turistica.
fuori non si sentono grida a parte quella dei gabbiani, sembra che la citta' dorma anche se si sentono le macchine in lontananza.
la frescura mi da' sollievo, ma le zanzare non mi danno pace, cosi'
mi lascio andare a pensieri erranti nella notte con l'urlo acido dei gabbiani che volteggiano chiamandosi senza sosta.
la citta' inquina anche le loro grida, ma su in cielo la luna e' nitida, quasi ti acceca, e' una lampadina tagliata in due.
le persone respirano e sognano altri mondi, ma vivono in simbiosi con la citta'.non se la possono scegliere, ma possono sognare di scegliersela.
io vivo in simbiosi con l'ostello, fonte di erranza e domesticita' assieme. amo fare piccoli lavori di restauro e di manovalanza.
dipingo, faccio batik e cucio cuscini, pitturo porte, cucino,
sogno con loro, i ragazzi che mandano avanti l'ostello e che sono giovanissimi e supermotivati.
vogliono creare una comune interculturale in turchia, che sia in un posto rurale.
stiamo facendo delle riunioni per scambiarci opinioni ed esperienze, per formarci un'idea di come potrebbe essere questa comune.
associo la comune all'idea di barca,e mi viene naturale pensare che ci siano posti dove il vivere giorno per giorno in contatto con le persone focalizzando sulla semplice sussistenza del gruppo sia ancora una scuola dove imparare la socialita' e l'apertura, soprattutto se si e' in un paese straniero.
cosi' da due giorni sto principalmente all'ostello e nei dintorni, riconoscendo angoli di questo microcosmo costituito dal quartiere.
alla prossima
