Cosi' comincia la nostra avventura, anzi, per me e' cominciata con la mia breve esperienza sul veliero nel mar baltico...
non posso descrivere quello che ho provato, bisogna sentirlo...il mar baltico, nella parte che si trova tra Wismar e Lubecca e' un mare tranquillo, al riparo dalle correnti dell'oceano atlantico.
E' un mare adatto alle prime manovre di navigazione tradizionale a vela.
Si tratta di un veliero storico costruito nel 1920 e ristrutturato a piu' riprese che viene utilizzato come training per giovani dai 13 ai 18 anni in larga parte provenienti da scuole Waldorf steineriana.
L'equipaggio, composto anche da volontari, si occupa della manutenzione e di insegnare la pratica di conduzione dell'imbarcazione.
E volontariamente ho lavorato, ristrutturando un vecchio gabinetto negletto che nessuno cagava per ridargli luce e brillantezza e ricevendo in cambio nozioni di base sul mare e sui porti, sul clima e sul vento, sui punti cardinali e la navigazione notturna guardando le stelle.
cosi' ho potuto godere di momenti di tranquillita' e di pace pur nel mezzo di trenta persone organizzate in tedesco, senza sentirmi ospite ma facendomi i muscoli col lavoro duro e la pratica fisica (impacchettare vele da soli sembrerebbe un'impresa impossibile, ma c'e' chi ci riesce con la tecnica giusta).
I tre mastri sono fonte di ispirazione per la loro complicata struttura di corde, che osservavo da ogni prospettiva, dall'alto del pennacchio a trentacinque metri di altezza, dalla punta della prua, protesa a 9 metri sul mare oppure semplicemente sdraiata sul desco.
I ragazzi lavoravano duro e le ragazze non erano da meno, eppoi nei momenti di pausa si facevano i massaggi e si leggevano libri.
La cucina ovviamente era vegetariana ed un cuoco alcolizzato in astinenza ( sulla nave non si portano bevande alcoliche) col naso rotto a causa di una rissa in un bar con un altro componente dell'equipaggio...ma il mare li mette a posto tutti, belli e brutti.
Al ritorno, sono passata per Creuzberg, in Berlino, catapultata in un kebab e in un baklava palatale ed ho perso il volo per lisbona. In compenso ho conosciuto e vissuto una parte di berlino che me l'ha fatta profondamente amare. Penso che le citta' cambiano umore con le stagioni..
A Lisbona ho incontrato delle amiche che avevano in prestito la minyvan rossa e cosi' mi han dato un passaggio a porto.
Cosi' si comincia veramente a lavorare sopra il progetto della nave
Quello che parte ad ottobre e va dall'inghilterra al portogallo attraversando un pezzo di oceano atlantico...tra artisti navigatori e ragazzi difficili...

Bella Van...che bel racconto che fa venire voglia di mare aperto..pensa che volevo scriverti qualche giorno fa, per dirti che per la prima volta in questa stagione mi sono rimessa i tuoi magici pantaloni vietnamiti arancioni..sono bellissimi!
ma ora dove sei? portogallo?trieste?
che nomadi siamo, lo penso sempre, noi interculturali.
un abbraccio, compagna di tisane e colazioni salate.
cecilia, dalla terronia spagnola, murcia